E’ una delle quattro masserie che nel Catasto onciario di Otranto, del 1744, troviamo riportate tra i beni di Michele de Marco dei Baroni di Casamassella. “Masseria nominata Cippano con curti, capanne e orticello e torre in mezzo con numerose chiusure seminatorie, agresti e macchiose”. Complesso edilizio di notevole importanza, dominato da una monumentale torre a due piani, con scala esterna provvista di ponte levatoio e di scala a pioli per raggiungere il terrazzo.
Sorge a poca distanza dalla costa, nei pressi della torre di Sant’Emiliano, in un’area dove il paesaggio sembra incontaminato, ma dove la campagna è dominata dalla pietra e dalla roccia affiorante. Intorno alla torre le stalle e i fienili si dispongono a grappolo ed affacciano sui vari cortili. Sul piazzale antistante, una capiente cisterna per le acque piovane con un intricato sistema di canalizzazione per distribuire l’acqua agli abbeveratoi.
Poco distante dal fabbricato, c’è una graziosa chiesetta di chiaro gusto settecentesco. Tutto il complesso era in origine circondato da un muro alto tre metri, e la torre era dotata di caditoie per la gettata di pietre, e feritoie per infilare archibugi, quindi mostra meglio di tante altre masserie simili come ci si difendeva nel XVI secolo, periodo nel quale i Turchi sbarcavano continuamente sulle coste.
La bellezza omerica del paesaggio circostante compare anche nella scena finale del romanzo storico “Hippikon” (Placebook Publishing, 2022), dove si rievoca il duro scontro fra le popolazioni locali e i predoni che venivano dal mare.
La masseria è di proprietà del Comune di Otranto, e si spera possa presto usufruire di un restauro che possa salvare questo angolo unico del Salento orientale.
Sito dedicato ai tour virtuali delle masserie storiche, nato per preservare e far riscoprire la cultura e le tradizioni rurali del territorio.
Link utili
