Masseria Barba ai Monti

Lecce

   

Storia e territorio

Situata a pochi chilometri a nord ovest da Lecce, la masseria Barba ai Monti è posizionata sul cruciale asse viario che storicamente univa il capoluogo salentino al nord della Puglia, lungo la strada che conduceva a Napoli, antica capitale del Regno. E’ incastonata in un territorio da sempre vocato alla coltivazione dell’olivo, ed infatti al suo interno si cela un grande frantoio per la produzione dell’olio.

L’insediamento nasce negli ultimissimi anni del XVI secolo, e lo possiamo affermare con certezza grazie ad un graffito presente all’interno del frantoio (luogo dove da sempre l’abitudine dei trappitari di lasciare segni sulle pareti, ci aiuta molto nella datazione) che riporta la data 1595. Era ormai l’epoca in cui i frantoi cominciavano ad essere voltati in muratura, anziché essere scavati completamente nella roccia, e nuove tecnologie di lavoro aiutavano i contadini in un’attività comunque durissima.

La masseria non presenta opere di difesa come tantissimi altri insediamenti di appena pochi decenni prima, che risentivano ancora della paura delle incursioni Turche, ed in effetti nel XVII secolo gli assalti dei predoni cominciarono finalmente a diradarsi, dopo più di cento anni di devastazioni. Il grande frantoio mostra ancora diversi elementi architettonici originali, la possente macina, il basamento dove essa girava, e alcune gigantesche vasche monolitiche, dove si raccoglieva il prezioso olio.

Il frantoio è addossato alla struttura adiacente che ospitava il massaro e che è coeva ad esso, presenta un piano rialzato che era senz’altro la dimora del proprietario. A piano terra si può notare, proprio nell’atrio dell’ingresso al frantoio, un grande forno: rimasto ancora abbastanza integro nonostante l’abbandono, è la dimostrazione di come qui vivesse una comunità agricola completamente autosufficiente, che oltre al commercio dell’olio produceva in proprio altri beni primari per la sussistenza.

L’ingresso originario alla masseria si apre lungo una strada acciottolata rimasta ancora in parte originale, ed è caratterizzato da due grandi colonne che un tempo sorreggevano un arco, e che date le dimensioni doveva essere assai imponente. All’interno delle colonne si trovano due nicchie, che in origine erano affrescate con le immagini di santi della tradizione cristiana, ma di cui oggi restano solo lacerti di colore e intonaco che non ci permettono nessuna identificazione.

La masseria è sempre stata vissuta, fino a epoche recentissime, come dimostra l’ultima costruzione sorta accanto al frantoio, il cui ingresso mostra la data 1952. Ancora fino a pochi decenni fa, questo luogo era vivo e fervente di attività, e camminando in queste silenziose campagne sembra quasi impossibile che ora riposi in questo silenzio assordante.

Speriamo in un intervento di restauro che metta in sicurezza le strutture, soprattutto il frantoio, per poter tramandare ai posteri questo scorcio di piccolo Salento antico.

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