Sullo snodo cruciale che nel Cinquecento portava da Lecce verso il castello di Acaya, sorge (oggi in territorio di Merine, Lizzanello) Masseria De Girolamo, un importante insediamento agricolo nato nella prima metà del XVI secolo.
Oggi è in cattive condizioni per via del totale abbandono, tuttavia da ciò che è rimasto ci si può rendere conto della sua importanza. Il frantoio ipogeo destinato alla lavorazione delle olive rientra nella tipologia più antica di queste strutture, ossia quelli interamente scavati nella roccia, senza alcuna volta coperta artificialmente.
Al suo interno sono rimaste parecchie strutture originali, come la macina, la grande ruota tirata dall’asino, alcune vasche di pietra monolitica (purtroppo vandalizzate) e i vari ambienti di servizio, come le “sciave”, ossia i depositi per la raccolta delle olive.
L’accesso alla masseria era un grande arco, assai imponente, sopra cui (salendo) si può notare la presenza di numerose feritoie, che servivano ad infilare l’archibugio, per la difesa da eventuali assalti.
Si nota la presenza di graffiti lasciati dai viandanti nel corso dei secoli, come il simbolo della mano, che testimonia il passaggio di pellegrini, e la croce. Si notano anche i resti della grande strada lastricata che passava da qui, e che ora che il sito è totalmente abbandonato, si è “conservata” dall’invasione dell’asfalto moderno.
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