Con un profilo algido e altero, svetta alto sul mare di Gallipoli il torrione dei Doganieri, una masseria cinquecentesca che faceva parte del feudo di San Mauro, e pagava la decima alla Mensa Vescovile di Gallipoli.
Così riporta il Catasto onciario: “Dista dall’abitato di Gallipoli circa quattro miglia, sulla via che mena a Lecce, confina coi beni della masseria Caldamari e San Mauro. Consiste in ovile, ov’è sita l’abitazione del massaro cinto di alte mura”.
All’interno di un ampio recinto di forma quadrangolare si racchiudono le capanne per gli ovini, i fienili, il forno e la casa della merce, con grandi ambienti voltati a botte, il tutto dominato da una torre a due piani provvista di scala esterna con ponte levatoio.
La disposizione delle caditoie e i diversi sistemi di collegamento tra i due piani della torre fanno pensare a successivi adattamenti dell’edificio, non si spiegherebbe altrimenti la presenza di una botola per far passare una scala a pioli, di una scala in muratura ricavata nello spessore dei muri perimetrali e, infine, della scala esterna con ponte levatoio.
Non è da escludere che la funzione originaria della torre, anche per la sua posizione geografica, sia stata quella di posto di guardia a difesa della vecchia strada che giungeva da Lecce in direzione Gallipoli.
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