Masseria Mendule

Lecce

   

Storia e territorio

Lungo la strada che da Surbo porta alla marina di Torre Rinalda si erge la maestosa struttura di Masseria Mendule. Un massiccio fabbricato a due piani, munito di caditoie poste a difesa di porte e finestre, s’innalza dal centro di un ampio recinto, chiuso su tre lati dalle stalle per i bovini e dalle capanne per gli ovini.

Il nucleo originario doveva essere però costituito da un edificio-torre con un attiguo locale a piano terra: una tipica torre-masseria, che si amplia nei volumi con la sopraelevazione di altri due locali sul vano adiacente la torre. Riportata nel Catasto onciario di Lecce del 1755 tra i beni del chierico Ignazio Penzini dei Baroni di Tramacere, il complesso masserizio era compreso tra il feudo di Cerrate e quello di San Marco e si estendeva su 145 tomoli di terreno seminativo con 1600 olivi.

Poco distante dal fabbricato, in un lieve avvallamento del terreno, si alza una monumentale torre colombaia con lo stemma della nobile famiglia leccese dei Riccio, con la quale i Penzini avevano imparentato. Da qui passava la storica “Via del Carro”, che collegava questo insediamento agricolo alle masserie Paladini e Tracasci (e di cui resta visibile un vistoso tratto con basolato) nelle più immediate vicinanze, e più in generale con tutto il contesto storico che creava nei secoli XV-XVII questo fondamentale aspetto delle campagne leccesi.

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