Masseria Morello

Lecce

   

Storia e territorio

C’è un piccolo mondo antico, citando il libro di Antonio Fogazzaro, alle porte di Lecce, a pochi metri dalla grande tangenziale che circumnaviga la città, in località “Tre colline” (detta così per via di alcuni avvallamenti del terreno), al confine col territorio di Arnesano. Certo, succede spesso, nel Salento, di imbattersi in luoghi simili, scorci tangibili e romantici di una lontana (ma non troppo) storia minima, fatta di lavoro, sudore, preghiera.

Siamo sulla strada che congiunge Lecce a Villa Convento, all’altezza appunto dello svincolo che collega questa via alla tangenziale cittadina. Alcuni ruderi, pagghiare, ed un paesaggio letteralmente di pietra, attira lo sguardo del viandante casuale, che così è attratto dal seguire un sentiero di campagna appena percettibile.

E’ così che ad uno sguardo più attento subito compare una strada ben più antica. E’ interrata, ma si riconosce subito una grossa carraia. Passa accanto ad un’antica cappella, purtroppo rovinata dall’abbandono: il suo interno è voltato perfettamente a botte. L’affresco è rovinato anch’esso, ma osservando con attenzione si riconosce un santo, ripreso di profilo.

Le fonti che ho trovato riportano questa cappella (o “cuneddra”) dedicata a Sant’Antonio. Alla destra della cappella, proprio affianco, c’è una grande opera di scavo, ora ricoperta di erbaccia e materiale di risulta. Però si notano le pareti completamente intonacate, quindi doveva essere senz’altro una cisterna per la raccolta dell’acqua.

Di fronte alla cappella, si scorge una grande pagghiara. Poche decine di metri e la si raggiunge, è veramente grande, anche se anch’essa risulta danneggiata dal tempo, col tetto parzialmente crollato. Di fronte alla pagghiara una grande aia ricorda i tempi in cui accoglieva il grano ed il lavoro dei contadini. Di fronte, si intravede la masseria.

Per raggiungerla si percorre l’antica strada carraia, che ad un certo punto si biforca: a destra prende la direzione di Villa Convento, a sinistra punta verso la masseria. La via verso Villa Convento presenta solchi profondissimi e almeno due corsie ben visibili. Purtroppo punta verso la Tangenziale, ed è stata destinata a sparire sotto di essa. Tra la cappella, l’affresco ed il tipo di carraia siamo senz’altro nel XVII secolo.

La masseria è riportata da alcune fonti col nome di “Morello”. Prima di arrivare alla masseria, oltre il muretto a secco, vi sono diverse costruzioni in pietrame informe, poste a lato. Ovunque il fondo roccioso è affiorante. Sullo sfondo, la grande depressione della Valle della Cupa. Le pagghiare sono danneggiate, si trovano accanto ad uno scavo nella roccia che potrebbe essere stato un palmento per la lavorazione dell’uva, oppure semplici cisterne per l’acqua piovana: purtroppo l’abbandono non consente di rilevare altri dati.

Anche la masseria si trova in stato desolante, sia la parte antica, dove c’è un forno ed una grossa pila ricavata dal classico monolite di pietra leccese, ma anche la parte più recente, che è stata abitata sino a pochi decenni fa. Il posto, situato ormai in un luogo chiuso dalla tangenziale e le strade moderne, sembra essersi fissato immoto come in una vecchia fotografia del tempo che fu.

Nel Cuore del Territorio

Vivi l'atmosfera in 360°

Sito dedicato ai tour virtuali delle masserie storiche, nato per preservare e far riscoprire la cultura e le tradizioni rurali del territorio.

Contatti

Viale Giacomo Leopardi, 52
73100 Lecce

logo finanziato dall'unione europea
logo ministero della cultura
© 2024 Palcom Comunicazione. Tutti i diritti riservati. P. Iva 04686010754