Masseria Torcito

Cannole

   

Storia e territorio

Prima di giungere a Otranto attraversiamo il territorio di Cannole, su una lieve ondulazione del terreno si alza maestosa la mole di questa interessante espressione della dimora rurale fortificata facente parte dell’omonimo feudo, che il 1274 fu concesso da Carlo I d’Angiò alla famiglia Castromediano. Feudo e casale di Torcito appartennero ai De Castello (1341-49), ai Cercolo, ai Mancarella, ai Garrisi, ai Ventura, ai Prato, ai Palmieri e quindi ai baroni Lubelli di Serrano.

Il complesso edilizio è dominato dall’edificio torre, il cui nucleo originario è facilmente leggibile per la presenza di una porta del piano superiore che si poteva raggiungere mediante una scala esterna munita di ponte levatoio. Il tutto è impreziosito dal raffinato motivo ad archetti e beccatelli che fa da coronamento alla torre stessa.

Questa struttura racchiude intorno a sé un intero mondo contadino, tutto da scoprire. Un’importante strada carraia conduce verso il suo ingresso, e la collegava direttamente con Otranto, in origine. Ai suoi margini si vedono ancora le fosse di numerose tombe di epoca medievale. Nell’area si trovano ben tre neviere, segno del fondamentale commercio della neve, che all’epoca serviva per le cure mediche.

Una grande torre colombaia, anche questa rimasta praticamente intatta, e segno dell’altra importante fonte di reddito che era l’allevamento dei colombi. Fosse granarie disseminate un po’ ovunque, anche sul piazzale antistante l’ingresso della masseria, consentivano da tempo immemorabile l’accumulo di scorte di grano. C’è anche un ipogeo, scavato nella roccia, sulle cui funzioni originarie è difficile esprimersi con certezza.

Tutto il complesso è da qualche anno di proprietà della Provincia, ed anche se resta da anni nell’abbandono, si spera che un giorno questo fondamentale scrigno della storia salentina possa tornare ai suoi tempi migliori.

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