Situata a metà strada fra Lecce e Torrechianca, in una zona cruciale di passaggio, crocevia di antiche strade che congiungevano le masserie alla storica “Via del Carro”, masseria Tracasci fu un’importante centro di produzione di olio sin dal XV secolo. La sua datazione è possibile infatti grazie al suo frantoio, che è stato costruito con la tecnica più antica, utilizzata già nel 1400, ossia scavando interamente la struttura nella roccia, sottoterra.
In questo ambiente è possibile infatti ammirare la perizia degli artigiani che vi lavorarono, che ricavarono i vari ambienti dalla roccia viva, la stalla, le “sciave” (ossia le stanze in cui si accumulavano i depositi di olive), gli ambienti per il riposo e di servizio. E’ sopravvissuta una grande vasca monolitica, ricavata da un unico blocco di pietra, che serviva al deposito dell’olio, una volta prodotto.
Tutto l’insediamento masserizio ruota attorno al frantoio: l’ingresso originario doveva avere un grande portale, oggi però crollato. Adiacente al recinto si dislocavano gli altri ambienti di servizio e abitativi. Di uno è sopravvissuta la copertura a botte, di altri però (che avevano tetto in legno e tegole) è crollato il soffitto. Però si può apprezzare un camino monumentale, sopra cui è graffita una croce, come era abitudine nelle comunità del tempo.
Questa masseria è incastonata in un paesaggio che per certi versi è rimasto quasi allo stato originario. Persino la grande strada carraia che ci passa accanto, e che la collega alle altre masserie (prima fra tutte Mendule e Paladini), rappresenta lo specchio della civiltà contadina, che animò queste remote contrade per secoli.
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